icon-facebookicon-youtubeicon-email
logo

Trasparenze: Emozioni Futuriste

Giulia Giannerini, Federica Barbieri, Barbara Ceciliato, Sara Menegatti, Monica Lasagni, Tomomi Takamatsu, Claudio Rosi, Valentina Lasagni, Martina Scattaglia, Lucia Anselmi

Luogo dell’evento: GRAND HOTEL MAJESTIC “GIA’ BAGLIONI” – via Indipendenza, 8 Bologna

Data dell’evento: dal 23 gennaio al 7 febbraio 2014

logo-accademia-belle-arti-bologna logo-comune-bologna logo-bologna-fiere logo-artcity-white-night-2014 logo-artefiera logo-hotel-majestic

Nella hall del Grand Hotel Majestic, già ex Hotel Baglioni, sul piano marmoreo di un tavolo d’epoca, si possono vedere le opere di Giulia Giannerini, Federica Barbieri, Barbara Ceciliato, Sara Menegatti, Monica Lasagni, Tomomi Takamatsu, Claudio Rosi, Valentina Lasagni, Martina Scattaglia, Lucia Anselmi, installate in piccole cornici di varie dimensioni e diverso colore di richiamo futurista, “Climi futuristi” il titolo, in omaggio al centenario della pubblicazione del manifesto e della prima mostra futurista a Bologna all’Hotel Baglioni.

Nel salotto al piano terra troviamo l’installazione dell’artista Tomomi Takamatsu, che usa il prevalente mezzo del ricamo per le sue opere. In “Party Dress 1914”, copre l’immagine sottostante di un quadro antico, in trasparenza, con un gesto sensibile e raffinato che utilizza tulle ricamato nero. I fili del ricamo scendendo nel sottostante piano di un tavolo, dove ci sono quattro tazzine da thè rivestite di ricamo all’uncinetto, dalle quali fuoriescono fili chiari che attraversano il tulle nero che le ricopre. Al primo piano, un altro suo lavoro dal titolo “Glicine”, contenuto in una cornice di lacca giapponese, in cui il ricamo di antica modalità di scuola bolognese Aemilia Ars, afferma la sua natura raffinata e femminile.

Al piano superiore è visibile al pubblico la rassegna video “Trasparenze” degli artisti Sara Menegatti, Monica Lasagni, Valentina Lasagni, Giulia Giannerini, Federica Barbieri. I video realizzati mettono in scena comunioni ed intimi rapporti, giochi ironici, spazi del vissuto che raccontano cose, suoni e voci di memorie, di gesti del quotidiano in un adirivieni, tra il prima e il dopo, tra il vedo non vedo, tra il dentro il fuori.

In una sala adiacente è proiettato il video “Majestic” degli artisti: Federica Barbieri, Giulia Giannerini e Claudio Rosi. Gli spazi interni del Grand Hotel Majestic sono ripresi fotograficamente dagli stessi artisti, modificati e riinterpretati conferendo loro una interpretazione diversa della stessa immagine.

Rosetta Termenini

Spazio di pittura
Forme quasi nate da visioni di un bambino. L’uomo nero che trasforma i sogni in immagini ossessive e quando lo spettatore si sveglia prende coscienza che forse non è stato solo un’allucinazione, ma un turbamento reale, una proiezione personale.

Forme nere, assenza di luce o l’insieme di tutti i colori? Ritagli difficili di materiale ambiguo, perché quello che sembra cartoncino sagomato, è in realtà una plastica faticosa da plasmare e da domare. Ogni forma è diversa dall’altra, non c’è un modello di riferimento, perché ogni forma è una sfumatura, un’ intonazione, una modulazione, un riflesso. Ed ecco che la pittura si fonde con la musica e le sue armonie.

Ogni sagoma è appesa una ad una, con un filo trasparente che crea un pentagramma di toni, con accenti e modulazioni. La luce passa attraverso ogni filo di materiale trasparente riflettendo nello spazio la sua intelaiatura cadenzata e armoniosa.Vi è una certa maniera nell’opera, una dedizione verso la costruzione dell’opera che avviene attraverso il sacrificio e il tempo che si snoda rivelando ad ogni sguardo, quello che è celato in essa; nascosto dietro la forma ancora informe prima dell’intervento dell’artista, nascosto sotto al colore nero che assorbe luce ma non la disperde, al contrario, la accoglie, nascosto dietro la stessa consapevolezza dell’artista-pittore.

Sto descrivendo un’installazione di sagome nere appese all’interno del “Giardino d’inverno” di uno degli hotel più prestigiosi d’Italia, il GRAND HOTEL MAJESTIC “Già Baglioni” a Bologna, ma all’improvviso la parola “pittore” si fa strada nel mio discorso, poiché le sagome sono forme della pittura che si sono fatte vive e reali. Esse racchiudono ogni segno pittorico e ogni colore e convivono con gli affreschi settecenteschi di Agostino, Annibale e Ludovico Carracci, presenti in varie sale all’interno dell’imponente edificio. L’opera fa parte dell’esposizione curata da Casagallery itinerante, in occasione di Arte Fiera ARTCITY 2014 Bologna. La mostra dal titolo “Emozioni futuriste” racchiude l’insieme di varie opere tra video, pittura ed installazioni.

L’opera dell’artista Claudio Rosi chiamata “Spazio di Pittura”, ha un titolo che conferma le mie riflessioni, le mie sensazioni che sono andate oltre la visione concreta del reale, ma hanno sprofondato dentro all’opera per coglierne gli angoli intimi e occulti che l’artista ha saputo svelare ma non palesare. Tutto il lavoro colmo di potente espressività, si traduce in un’architettura ordinata, le centinaia di sagome si incrociano in due diagonali creando un’ossatura che è scheletro portante dell’organismo. L’ordine è palesato, il dubbio si fa struttura.

Rosetta Termenini

Per gli allestimenti e l’attività di Guida all’esposizione “EMOZIONI FUTURISTE”, organizzata da CASAGALLERY Itinerante per ART CITY- WHITE NIGHT 2014, al GRAND HOTEL MAJESTIC già BAGLIONI di Bologna, nel periodo di Arte Fiera Bologna e fino al 7 febbraio 2014, hanno collaborato le studentesse iscritte all’Accademia di Belle Arti di Bologna: ILARIA CHIUSSI, MATILDE FABBRI, VALENTINA MATTEI, CAROLINA NEGRONI, GIULIA ORLANDI, ANDREA CELESTE RIGHI frequentanti il 3° anno del triennio di Didattica e Comunicazione dell’Arte e la studentessa FABIOLA LA PORTA del Triennio di Decorazione per l’Ambiente.