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Ho trovato solo le teste

Federica Barbieri

Luogo dell’evento: Via San Felice, 33 (secondo piano)

Data dell’evento: Gennaio 2011

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L’artista utilizza la fotografia come medium visivo, come mezzo di rappresentazione, come modo per fermare l’attimo, con il suo incondizionato potere di legittimare l’autenticità di qualsiasi oggetto. Cerca di fermare l’immagine di un corpo vuoto, di un volto vuoto, in cui giustamente non ha nessun senso ricercare un’espressione, o una piega del viso, uno stato d’animo, perché quel volto non ha vita.
La percezione che abbiamo è quella di vacuità, possiamo guardare per ore ed ore quei visi, ma non ci diranno niente di più.
Statue inermi, di materiali diversi, tridimensionali, con sfumature quasi reali, che guardano attente fuori dalla finestra le persone vive.
Attraverso la fotografia forse, l’artista vuole esternare le paure di tutti, costruire pensieri, evocazioni psicologiche, storie di fantasmi, vuole fotografare le sue esperienze emotive, le sue sensazioni, il suo “essere vivo”.
L’uso del mezzo fotografico diventa pertanto specchio di un complesso di emozioni contrastanti, di sfoghi e di situazioni circostanti.
Le immagini riflettono un forte senso di solitudine e di abbandono, il timore di scomparire, di svanire, di morire fisicamente e artisticamente. Volti decapitati che lanciano l’ultimo sguardo alla folla o maschere teatrali che aspettano di essere scelte per andare in scena. In ogni caso, un’attesa.

Rosetta Termenini